
La FIFA World Cup 2026 si avvicina e Adidas sceglie di andare controcorrente. Non offre un semplice spot, né l’ennesimo esercizio di stile pubblicitario: “La Preparación Americana” è un cortometraggio che restituisce al calcio la sua dimensione più autentica.
Non racconta il torneo: racconta ciò che lo rende possibile, ovvero la passione, l’immaginario, il sogno che precede ogni Mondiale.
Dalle strade di Manhattan alla profondità degli Stati Uniti: un viaggio narrativo che parla di cultura
Il film si apre a New York, nel cuore pulsante di Manhattan. Trinity Rodman, stella della nazionale USA, osserva i titoli dei giornali da dietro il bancone di un’edicola. Le prime pagine parlano di allenamenti “inusuali e spettacolari”, ed è proprio lì, in quel contrasto tra normalità urbana e attesa globale, che Adidas inserisce la sua chiave di lettura: il calcio come forza trasversale, capace di attraversare mondi, culture e codici sportivi.
La narrazione si sposta poi sul ghiaccio. Sotto le luci fredde di una pista newyorkese, Florian Wirtz affronta un allenamento paradossale contro giocatori di hockey, guidato dal CT Julian Nagelsmann. È uno scontro simbolico:
la fluidità del calcio contro la rigidità dell’hockey, la creatività contro la disciplina.
Un contrasto visivo costruito con ritmi serrati, luci taglienti e movimenti rapidi che disegnano un’estetica quasi cinematografica.
Dal West al rock: l’America raccontata attraverso i suoi simboli
Poi, un cambio di atmosfera netto: il racconto scivola nel profondo Sud, in un saloon che sembra uscito da un western classico.
Lamine Yamal, 17 anni, talento generazionale, cavalca un cavallo meccanico con una leggerezza disarmante. Accanto a lui, Aitana Bonmatí osserva e sorride. Le texture rustiche, i colori caldi, la musica folk: tutto richiama un’America polverosa, dove resistenza e orgoglio sono valori condivisi dal calcio e dal mito del West.
Il ritmo risale sulle note rock di un bowling americano. Lì Rodrigo De Paul accende le luci per Lionel Messi. Il campione argentino segna strike su strike e domina le corsie con la sua maestria chirurgica. È un’immagine che funziona perché umanizza l’atleta senza sminuirne l’aura mitica.
Infine, il viaggio si chiude a Città del Messico. Edson Álvarez entra in scena tra motori, polvere e caos metropolitano, come un pilota di rally pronto allo spettacolo più grande della Terra. È un finale che unisce adrenalina, identità e orgoglio nazionale.
La forza della campagna: un ritorno alla pubblicità calcistica dei primi anni 2000
Ciò che rende questa campagna così potente non è solo la cura estetica, ma il suo posizionamento culturale.
Adidas recupera un linguaggio che sembrava scomparso, quello degli spot calcistici dei primi anni 2000, quando il protagonista era il giocatore — non l’influencer, non l’icona lifestyle — ma l’atleta nella sua unicità.
Ogni talento resta se stesso:
- la rapidità elettrica di Wirtz
- la calma sorridente di Yamal
- la grazia chirurgica di Messi
- l’adrenalina di Álvarez
Ognuno di loro viene calato in un contesto che amplifica la sua personalità, anziché appiattirla. È un ritorno all’essenziale: mettere il calcio al centro, non il contorno.
Simbolicamente, tutto converge nel TRIONDA, il pallone ufficiale del torneo, che sintetizza i mondi, i colori e le storie dei Paesi ospitanti.
La strategia continua: i mini-spot e i kit delle nazionali
Parallelamente al cortometraggio, durante la sosta nazionali Adidas ha pubblicato una serie di mini-spot in formato reel dedicati ai nuovi kit delle federazioni partner. Anche qui ritorna lo storytelling: giocatori iconici, ambientazioni locali, ironia mirata, riferimenti alle culture che ospiteranno il Mondiale.
È una narrazione seriale, coerente, riconoscibile: ogni pezzo dialoga con il precedente e prepara il terreno al successivo.
La domanda finale: come risponderanno i competitor?
Se l’obiettivo era catturare l’attenzione del mondo del calcio prima dell’inizio della Coppa del Mondo 2026, Adidas l’ha centrato con precisione chirurgica.
Adesso resta un interrogativo inevitabile: come reagiranno i competitor?




