È ufficiale: il 2024 segna l’addio definitivo ai cookie di terze parti. Per le aziende che finora si sono affidate a questi strumenti nella loro strategia di digital marketing, è il momento di abbracciare una nuova strada e volgere lo sguardo verso i first-party data.
Questo cambiamento permetterà un targeting più efficace sui canali digitali, e sarà un pilastro fondamentale sulle prossime innovazioni in AI e Machine Learning.

Ma cosa possono fare le organizzazioni che non hanno accesso ai first-party data e non hanno la possibilità di raccoglierli? Emergono due soluzioni alternative.

 

1. RACCOGLIERE FIRST-PARTY DATA: UNA SFIDA PER TUTTI

Per molte aziende non sarà semplice la raccolta di first-party data, in quanto non avendo un contatto diretto con i consumatori non riusciranno a raccogliere dati di prima mano. Di fatti, finora, tali tipologie di aziende si sono sempre servite di dati forniti da terzi. Per superare questa problematica, le aziende possono intraprendere due strade: Data Clean Room e Google Privacy Sandbox.

 

2. DUE ALTERNATIVE DI PERCORSI DA ESPLORARE

A. Data Clean Rooms
Le Data Clean Rooms permettono a due aziende di confrontare e potenziare i propri first-party data senza condividerli direttamente. Questo metodo è conforme alle leggi sulla privacy ed è utile per chi ha una base di first-party data, ma necessita di informazioni aggiuntive per un targeting accurato.

 

B. Google Privacy Sandbox
Per le aziende che si trovano a corto di first-party data, Google ha introdotto la rivoluzionaria Privacy Sandbox. Questa piattaforma consente di targettizzare l’audience senza dipendere dai cookie di terze parti, concentrandosi sugli utenti di Google Chrome che hanno effettuato l’accesso. Anche se offre risultati promettenti, la Privacy Sandbox rappresenta una “scatola nera” nel digital marketing, limitando la trasparenza e l’analisi dettagliata delle campagne. Il motivo alla base di tutto ciò è chiaro: Google vuole proteggere la privacy dei propri utenti.

 

AFFRONTARE IL FUTURO CON FLESSIBILITÀ

Con l’evoluzione del panorama digitale, le aziende devono adattarsi alle nuove realtà. Sebbene la Privacy Sandbox di Google offra soluzioni innovative, la mancanza di trasparenza potrebbe essere una sfida per alcuni.

Come Digital Agency, affrontiamo il futuro con flessibilità, senza l’uso dei cookie di terze parti adotteremo diverse strategie per affrontare la situazione e rimanere competitivi.

Ecco alcune potenziali soluzioni:

  1. Raccolta di First-Party Data:
  • Incentivare l’interazione: Incoraggiare i visitatori dei siti web dei clienti a interagire e condividere informazioni tramite sondaggi, quiz, contenuti interattivi e newsletter.
  • Programmi di fedeltà: Implementare programmi di fedeltà che offrano incentivi ai clienti per la registrazione e la partecipazione attiva.
  • Trasparenza e Valore: Comunicare chiaramente ai visitatori l’importanza della raccolta dei loro dati per migliorare l’esperienza utente e offrire contenuti più rilevanti.
  • Alternative per la Raccolta di Dati:
    • Data Clean Rooms:
      • Esplorare partenariati con altre aziende per condividere dati in modo sicuro e conforme alle normative sulla privacy.
      • Utilizzare Data Clean Rooms per analizzare e arricchire i dati senza compromettere la riservatezza.
    • Google Privacy Sandbox:
      • Sfruttare la Privacy Sandbox di Google per targettizzare utenti di Google Chrome che hanno effettuato l’accesso.
      • Monitorare attentamente le metriche disponibili nella Sandbox e adattare le strategie di targeting in base ai risultati ottenuti.
  • Adattarsi alla Limitata Trasparenza:
    • Diversificare le Fonti di Dati:
      • Integrare diverse fonti di dati, come dati demografici, comportamentali e contestuali, per compensare la mancanza di dettagli forniti dalla Privacy Sandbox.
      • Utilizzare approcci multicanale per ottenere una visione più completa del comportamento dell’utente.
    • Monitoraggio e Ottimizzazione Continua:
      • Implementare un monitoraggio costante delle campagne pubblicitarie e delle metriche di performance.
      • Ottimizzare le strategie in base ai dati disponibili, anche se limitati, per migliorare l’efficacia delle campagne.
  • Educazione e Consulenza:
    • Formazione del Personale: Assicurarsi che il personale della web agency sia ben informato sulle nuove pratiche di raccolta dati e sulle alternative disponibili.
    • Consulenza Clienti: Fornire consulenza ai clienti sull’importanza di adattarsi al cambiamento e sull’adozione di nuove strategie di marketing.
  • Esplorare Nuove Opportunità:
    • Innovazione Continua: Mantenere un occhio attento sulle nuove tecnologie e opportunità emergenti nel settore del digital marketing.
    • Collaborazioni e Partnership: Esplorare collaborazioni con altre aziende e partner per sviluppare soluzioni innovative.

In conclusione, affrontare il futuro del digital marketing senza cookie di terze parti richiede flessibilità, adattabilità e la capacità di esplorare alternative innovative. Noi come Digital agency dobbiamo essere pronti a sperimentare diverse strategie e a fornire consulenza proattiva ai propri clienti.